Cap. IV: La Politica

So per certo che coloro che si lasciano conquistare dalla parola scritta sono meno di coloro che si lasciano conquistare dalla parola parlata, detta da una viva voce, e che tutti i grandi movimenti debbono la loro origine a grandi oratori, non a grandi scrittori. L'arte della propaganda consiste precisamente nella capacità di sollecitare la fantasia del pubblico con un appello ai sentimenti, nel trovare la forma psicologicamente appropriata che attirerà l'attenzione e toccherà il cuore delle masse e della nazione. Le capacità ricettive delle masse sono molto limitate, e limitata la loro capacità di comprendere; inoltre dimenticano presto. Stando così le cose, è chiaro che una propaganda, per essere efficace, deve esprimere pochi concetti essenziali, ed esprimerli il più possibile in forme stereotipate. Questi slogans devono essere ripetuti all'infinito, finchè anche l'ultimo individuo sia riuscito ad afferrare l'idea che vi è espressa. Una propaganda che dimenticasse questo principio e tentasse di esprimere concetti astratti e generali non farebbe la minima presa sul pubblico, incapace di afferrare o di ricordare quanto gli viene offerto in questa forma indigesta. Quanto più grande dunque la portata del messaggio che si vuol diffondere, tanto maggiore per la propaganda la necessità di scoprire il piano d'azione psicologicamente più efficace.
(Goebbels)

Vedasi capitolo sulla Comunicazione.

"Nazi theory indeed specifically denies that such a thing as 'the truth' exists. [...] The implied objective of this line of thought is a nightmare world in which the Leader, or some ruling clique, controls not only the future but THE PAST. If the Leader says of such and such an event, 'It never happened'--well, it never happened. If he says that two and two are five--well, two and two are five. This prospect frightens me much more than bombs [...]"
(George Orwell in "Looking Back on the Spanish War"; concetto poi ripreso in "1984")

La guerra e' pace
La liberta' e' schiavitu'
L'ignoranza e' forza
(George Orwell in "1984")

Politics and the english language

Communism doesn't work because people like to own stuff.
(Frank Zappa)

Mio padre era molto intelligente e, come tutti gli uomini intelligenti, molto buono. Una volta mi disse che avrei dovuto guardare con attenzione i soldati, le uniformi, le caserme, le bandiere, le chiese, i preti e le botteghe dei macellai, poiché tutte quelle cose sarebbero presto scomparse e così avrei potuto dire ai miei figli che io le avevo viste. Sfortunatamente, la profezia non si è ancora avverata.
(J.L. Borges)


Hail to the thief!

Ormai e' chiaro che con le chefferies siamo di fronte per la prima volta al grande dilemma delle societa' non egualitarie. Nei casi migliori, queste costituiscono un buon modo per realizzare servizi costosi che i singoli individui non potrebbero permettersi; nei casi peggiori, sono scandalose cleptocrazie (...) in cui c'e' un semplice trasferimento di ricchezza da una classe all'altra. Queste funzioni nobili e ignobili sono legate in modo inestricabile, anche se i governi di volta in volta amplificano l'una o l'altra. La differenza tra un profittatore e un saggio statista, tra un pubblico benefattore e un signorotto oppressore e' una semplice questione di gradazione, di quanta parte dei pubblici tributi e' trattenuta dalle elite e del gradimento da parte del pubblico delle forme di ridistribuzione. (...) Cosa deve fare un'elite per avere il consenso popolare e allo stesso tempo mantenere il suo stile di vita? Nei secoli, le soluzioni preferite sono state queste quattro:

  1. Disarmare le masse e trasformare l'esercito in una casta elitaria. (...)
  2. Rendere le masse felici ridistribuendo i tributi in modi a queste graditi. (...)
  3. Usare il monopolio della forza per mantenere l'ordine pubblico e calmare la violenza, facendo contenti i bravi cittadini. (...)
  4. Fabbricare un'ideologia o una religione che giustifica la cleptocrazia. Gli uomini delle bande e delle tribu' credevano gia' nelle entita' soprannaturali, ma questo non giustificava l'esistenza dell'autorita' o del trasferimento di ricchezze, e non bastava a frenare la violenza. Quando un insieme di credenze fu istituzionalizzato proprio a questo scopo, nacque cio' che chiamiamo religione.
    (...) Ecco perche' una cosi' larga parte dei tributi serve a costruire i templi, che servono sia come luoghi di culto della religione ufficiale sia come segni visibili di potere.

(da "Armi, acciaio e malattie", Jared Diamond)




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