Cap. IX: Il Perche' delle Cose

Siamo venuti al mondo per cazzeggiare. Non lasciatevi convincere del contrario.
(Kurt Vonnegut)

Sometimes I lie awake at night and I ask, 'Why me?'. And the voice says, 'Nothing personal, your name just happened to come up.'
(Charlie Brown)

"Disse che la scienza un giorno avrebbe scoperto il segreto che sta alla base della vita. (...) E l'altro giorno non ti leggo sul giornale che hanno finalmente scoperto qual e', 'sto segreto?"
"Mi e' sfuggito", borbottai.
"Io l'ho letto" disse Sandra. "Un paio di giorni fa."
"Si', esatto" disse il barista.
"E allora, qual e' questo segreto della vita?"
"Boh, l'ho dimenticato" disse Sandra.
"La proteina" affermo' il barista. "Hanno scoperto qualcosa sulla proteina".
"Ecco, si'", disse Sandra.
(Kurt Vonnegut, in "Ghiaccio Nove")

Queste creature passavano quasi tutto il loro tempo cercando di scoprire quale fosse il loro scopo. E ogni volta che scoprivano quello che sembrava il loro scopo, quello scopo sembrava cosi' abietto che le creature si sentivano riempire di disgusto e di vergogna.
(Kurt Vonnegut)

La verità è scandalosa. Ma senza, non c'è nulla che abbia valore. Una visione onesta e ingenua del mondo è di per sé un capolavoro… Man mano che vi avvicinate alla verità, la vostra solitudine aumenta.
(Michel Houellebecq)

So I have to say that human brains back then had become such copious and irresponsible generators of suggestions as to what might be done with life, that they made acting for the benefit of future generations seem one of the arbitrary games which might be played by narrow enthusiasts -- like poker or polo or the bond market, or the writing of science-fiction novels. More and more people back then, and not just *Andrew MacIntosh, had found ensuring survival of the human race a total bore. It was a lot more fun, so to speak, to hit and hit a tennis ball.
(K. Vonnegut, in "Galapagos")

Questo pianeta ha, o meglio aveva, un fondamentale problema: la maggior parte dei suoi abitanti erano infatti afflitti da una quasi costante infelicità. Per risolvere il problema di questa infelicità furono suggerite varie proposte, ma queste per lo più concernevano lo scambio continuo di pezzetti di carta verde, un fatto indubbiamente strano, visto che ad essere infelici non erano i pezzetti di carta verde, ma gli abitanti del pianeta. E così il problema restava inalterato: quasi tutti si sentivano tristi e infelici, perfino quelli che avevano gli orologi digitali. Erano sempre di più quelli che pensavano che fosse stato un grosso errore smettere di essere scimmie e abbandonare gli alberi. E c’erano alcuni che arrivavano a pensare che fosse stato un errore perfino emigrare nella foresta, e che in realtà gli antenati sarebbero dovuti rimanere negli oceani. E poi, un certo giovedì, quasi duemila anni dopo che un uomo era stato inchiodato a un palo per avere detto che sarebbe stato molto bello cambiare il modo di vivere e cominciare a volersi bene gli uni con gli altri, una ragazza seduta da sola a un piccolo caffè di Rickmansworth capì d’un tratto cos’era che per tutto quel tempo non era andato per il verso giusto, e finalmente comprese in che modo il mondo sarebbe potuto diventare un luogo di felicità. Questa volta la soluzione era quella giusta, non poteva non funzionare, e nessuno sarebbe stato inchiodato ad alcunché. Purtroppo però, prima che la ragazza riuscisse a raggiungere un telefono per comunicare a qualcuno la sua idea, successe una stupida quanto terribile catastrofe, e di quell’idea non si seppe mai più nulla.
(D. Adams, "Guida Galattica per Autostoppisti")


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