Appendice C:
Esercizi di misoginia

Mi sono reso conto di essere diventato misogino.
Questo non avrebbe potuto avvenire prima di quando e' avvenuto (cioe' da molto poco) perche' per avere un'ottusa intolleranza aspecifica come questa occorrono diversi fattori, che arrivano con l'esperienza, la maturita' e la saggezza.
Non ho sorelle, per cui nella prima parte della mia vita non ho avuto nessuna conoscenza della psiche dell'altro sesso. Cio' che ne ho riportato e' stata la tendenza a dare per scontato che le femmine fossero essenzialmente uguali ai maschi. Questo errore mi ha condizionato fino a tempi recenti, con tutto cio' che di drammatico ne deriva. (Tuttora sono nel profondo convinto che a livello di hardware cerebrale, di potenzialita', le differenze siano trascurabili; a parte magari quelle pulsioni ataviche evolutivamente significative, tipo una maggiore affinita' media con i bambini e i cuccioli da parte delle donne, e un miglior score medio degli uomini nei test di localizzazione spaziale, skill che come tutti sappiamo puo' essere vitale quando si ha a che fare con branchi di feroci mammouth: i mammouth ODIANO chi non sa superare i test di localizzazione spaziale!)
Come se non bastasse, nessun rapporto affettivo con coetanee dell'altro sesso e' arrivato prima di un'eta' piuttosto elevata: altri anni quindi sono stati perduti in cui avrei potuto capire le donne.
Alcuni sviluppano la misoginia proprio da questo: non conoscono le donne, quindi le temono e sublimano l'odio in disprezzo. L'analogia e' totale, in questo caso, con gli xenofobi e gli odiatori di minoranze di ogni tipo.
Ma io sono stato programmato nel profondo per essere politicamente corretto: e cosi' come apprezzo le diversita' (in quanto tali), le minoranze (in quanto tali) eccetera, mai sarei potuto cadere nel tranello di odiare le donne solo perche' cosi' distanti! E anzi, quei primi hint di qualcosa di malato nel mondo femminile li attribuivo a errori prospettici: da cosi' lontano, mi dicevo, ho una visione distorta del fenomeno. La teoria unificata che stavo sviluppando sull'umanita' richiedeva, come le teorie di gauge della fisica fondamentale, l'assunzione di una simmetria profonda le cui violazioni possono essere solo dovute a fattori accidentali.
(In realta' lo penso ancora. Credo che se la maggioranza delle donne che conosco sono portatrici di comportamenti e mentalita' aberranti sia colpa della societa' di cui faccio parte e di cui fanno parte anche loro, che ha creato una rottura spontanea di simmetria tra uomini e donne, spingendo entrambe le categorie verso comportamenti simmetricamente schifosi, per cui i noti luoghi comuni "gli uomini sono tutti stronzi" e "le donne sono tutte isteriche e/o troie" riescono a essere contemporaneamente veri, senza alcuna contraddizione logica, e con addirittura una giustificazione reciproca dei due sistemi di banalita'.)
Solo ora che ho avuto abbastanza esperienze dirette posso quindi guardarmi negli occhi e dirmi cio' che realmente penso, e che vorrei tanto (io, giovane uomo del terzo millennio, cresciuto nella correttezza politica) non pensare.

Iniziamo ad esempio da
Donne e limoni
(son gioie e doloni)
Un esempio da manuale di rottura spontanea della simmetria sociale sono i baci.
Per quanto possa sembrare incredibile (e io, mi vergogno a dirlo, ho impiegato davvero tanti anni a capirlo, perche' i miei pregiudizi teorici mi impedivano di unire, e quindi riconoscere, tutti gli indizi che avevo sotto gli occhi da sempre) le donne e gli uomini non danno la stessa importanza emotiva e sociale ai baci.
Quelli tra voi che sono accecati come lo ero io, staranno gia' pensando che la giovane donna, cresciuta in una societa' in cui il ragazzo che cucca e' un ganzo e la ragazza che cucca e' bbottana, dia parecchia piu' importanza del giovane uomo alle occasioni in cui concedere mucose di ogni tipo, compresa quella orale.
E invece no!
(E io ho pure una teoria per spiegarlo: un'altra asimmetria e' quella che porta le ragazze a preferire ragazzi piu' grandi, soprattutto nell'adolescenza: per cui l'eta' media del primo bacio e' molto diversa tra maschi e femmine. Bella forza che quindi a uno dei due sessi il semplice bacio sembri piu' una cosa da ragazzini, quindi quasi innocente, che non all'altro sesso.)
Una volta che ho capito questo, improvvisamente ho smesso di pensare di essere al centro di una clamorosa onda di improbabilita' che fa si' che io e i miei amici abbiamo beccato piu' tipe strane e psicologicamente disturbate della media, ma che invece la media e' psicologicamente disturbata perche' lo e' la societa' che inconsciamente preme su tutti noi (e che sulle donne forse si accanisce di piu', come testimonierebbe la disproporzione di totem e tabu' specificamente femminili che vengono veicolati dai media, talvolta dissonantemente tra di loro, e il fatto che le donne che rinunciano a pensare attivamente al loro look sono una minoranza estremamente piu' sparuta - e meno accettata socialmente - dei corrispettivi nerd sfigatoni di sesso maschile, che comunque rientrano in una categoria che puo' piacere o non piacere ma almeno e' riconosciuta e ha potuto anche sviluppare una solidarieta' interna e svariate forme di autocompiacimento).
Esempio standard:
Lui corteggia lei. Ha intenzioni "serie", come si diceva un tempo (ovvero, e' cosi' egoista da volerla per se' in tutte le sue manifestazioni e per un periodo prolungato, il bastardo). Lei lo disprezza come persona, ma se lui si limitasse a chiederle la vulva, al limite, se molto ubriaca, potrebbe anche concedergliela. Nel tricchettracche di mesi e mesi di corteggiamento, una sera ci scappa un bacio. Poi lei chiarisce che lui non si deve fare delle idee, e lui insiste nel corteggiamento. Lui insiste molto piu' motivato, perche' (mentalita' maschile) se ha ottenuto un bacio vuol dire che schifo non le fa, quindi ritiene di avere qualche speranza in piu' di quante poteva averne prima che ci fosse alcuna manifestazione fisica.
Lei invece continua a raccontare a tutti (compresi amici di lui) che lui e' uno sfigato insistente. Lei non racconta mai il bacio, perche' lo ritiene poco rilevante ai fini della descrizione della situazione. Le amiche femmine magari capiscono che il bacio c'e' stato, gli amici maschi mai (perche' sono come me). E gli amici maschi quindi pensano "ah, ma perche' si copre di ridicolo insistendo a corteggiare una che cosi' palesemente non ci sta?". Quando poi vengono a sapere tantissimo tempo dopo che c'e' stato un bacio, cambia tutto il sistema di riferimento: perche' un bacio per definizione significa "starci"!
(Gli uomini quando fanno la conta segreta dei loro successi seduttori considerano ovviamente anche i baci. Le donne sotto la penetrazione non si danno pena di aggiornare la conta. Uno dei motivi e' la diversa importanza attribuita all'evento bacio, un altro motivo ovviamente e' che anche cosi' i due conteggi in media danno lo stesso risultato, a parita' di gradevolezza fisica del soggetto.)
Altro esempio abbastanza standard:
La donna molto spesso ritiene che il tradimento (suo) sia molto grave solo se c'e' penetrazione.
Oh be', quando si parla di tradimenti comunque c'e' da fare una grossa parentesi.
L'uomo, nella nostra societa', e' educato ad avere meno sensi di colpa. Per cui probabilmente gli uomini fanno DAVVERO molte piu' schifezze delle donne. Le donne pero' le vivono malissimo, in media, e in media tendono anche a sotterrare sotto un tappeto di autoinganno una certa quota delle loro azioni. L'uomo che tradisce, in linea di massima, e' perfettamente conscio di essere un uomo di merda e riesce a convivere con cio', la donna o riesce a costruirsi una complessissima autogiustificazione (tipo: "se io amassi DAVVERO il mio ragazzo non lo tradirei", o meglio ancora il geniale "evidentemente percepisco che il mio ragazzo non mi ama davvero") oppure collassa sotto i sensi di colpa; oppure ancora semplicemente rimuove.

Su questo tema ci sarebbe ancora molto da dire ma mi sono appena rotto le palle, quindi ciao. Alla prossima, con Esercizi di misoginia, #2!

Esercizi di misoginia, #2
Dress to impress!
(ovvero: La follia della donna, quel bisogno di scarpe.)

Le femmine osservavano con attenzione l'immagine riflessa, guardandola quasi con trasporto, come se fossero ammaliate dalla visione. I maschi manifestavano un atteggiamento piu' contrastante. Guardavano stupiti il loro strano conspecifico, ma spesso davano segni di stress rannicchiandosi sul pavimento, urlando o cercando addirittura di scappare dalla gabbia dove si svolgeva la prova.
da Le Scienze, settembre 2005, pag.31

L'istinto profondamente radicato nelle donne che le spinge a utilizzare i profumi e' la manifestazione di una legge della biologia. Il primo dovere di una donna e' essere attraente... Poco importa il vostro livello di intelligenza o d'indipendenza, se non riuscite a influenzare gli uomini che incontrate, consciamente o meno, non fate il vostro dovere fondamentale di donna...
(Reclame di un profumo, anni venti, Stati Uniti)

La specie umana manifesta un moderato, ma non trascurabile, dimorfismo sessuale.
Come se non bastassero gli inutili attributi esteriori di cui la natura ci ha dotati affinche' uno zoologo alieno possa facilmente capire che quelli con la mandibola pelosa sono i maschi e quelle con la cellulite sul culo sono le femmine, le varie culture umane hanno tendenzialmente sempre accentuato le differenze.
Ma focalizziamoci in particolare sulla nostra cultura, dato che piu' ci tange. (Lo dico subito, che senno' la prima cosa che fate nei commenti e' citarmi qualche popolo del cazzo per il quale le mie affermazioni non sono valide.)
Una cosa che mi ha sempre colpito del genere femminile e' il rapporto con il look.
Attenzione: ora non citatemi tutti i casi che conoscete di donne che possiedono un solo paio di scarpe e di uomini metrosessuali. Qua si parla di tipologie maggioritarie. Anzi, neanche: qua si parla di varieta' di tipologie estetiche.
Fateci caso, i look ammissibili per una donna occidentale del terzo millennio sono parecchio piu' vari di quelli per un uomo.
Questo sia all'interno di una stessa categoria: nella categoria "abiti eleganti e formali", ad esempio quelli che si possono vedere tra gli invitati a un matrimonio, la massima varieta' possibile tra gli uomini e' averci giacche di colori leggermente diversi, o la cravatta con gli elefantini invece che con le righine. Tra le donne invece si puo' andare da questo a questo rimanendo ampiamente entro il range di decenza condiviso.
Tra categorie diverse: il numero di dettagli differenti tra i pantaloni che puo' portare un no global e quelli che porta un dirigente d'azienda e' infinitamente minore del numero di dettagli differenti che possono avere gli indumenti che coprono la parte inferiore del corpo di due donne prese a caso. Non ci credete? Esaminate questa foto presa a caso con http://images.google.com :


Cinque ragazze, e gia' due tipologie di copri-parte-inferiore differente: gonna e pantaloni. Per gli uomini sarebbero ammissibili solo i pantaloni. In condizioni particolari (estate e contesto informale) sarebbe ammissibile per un uomo la scelta tra pantaloni lunghi e corti. Qua invece le due donne pantalonate hanno pantaloni strutturalmente diversi, e in un caso di un tipo che non e' ammissibile per un uomo. (Prevengo l'eventuale obiezione: no, un uomo che indossa dei "capresi", o come cazzo si chiamano, NON E' un vero uomo, e possiamo quindi evitare di considerarlo).
Differenze ancora piu' notevoli si riscontrano confrontando uomini con uomini e donne con donne tra periodi diversi, dimostrando una ben diversa velocita' di evoluzione (e quindi una maggiore Struggle For Life nell'ambito memetico dell'estetica), come mostra questo utile sito:
http://www-utenti.dsc.unibo.it/~rafanell/ig/1900.html
http://www-utenti.dsc.unibo.it/~rafanell/ig/1910.html
http://www-utenti.dsc.unibo.it/~rafanell/ig/1920.html
http://www-utenti.dsc.unibo.it/~rafanell/ig/1930.html
http://www-utenti.dsc.unibo.it/~rafanell/ig/1940.html
http://www-utenti.dsc.unibo.it/~rafanell/ig/1950.html
http://www-utenti.dsc.unibo.it/~rafanell/ig/1960.html
http://www-utenti.dsc.unibo.it/~rafanell/ig/1970.html
http://www-utenti.dsc.unibo.it/~rafanell/ig/1980.html
http://www-utenti.dsc.unibo.it/~rafanell/ig/1990.html
(Nota: il fatto che si sia rivelato difficilissimo, tanto che ho rinunciato, trovare un sito analogo per gli uomini e' ulteriormente significativo.)

Bene, vi direte voi, e mo'?
E mo' cerchiamo le cause. Perche' non puo' essere un fatto accidentale, una coincidenza, che centinaia di milioni di persone abbiano un comportamento simile, cosi' strano e privo di senso. Il senso ci deve essere.
Perche' c'e' questa asimmetria? E perche' pende dal lato delle donne, e non degli uomini?

Io ho una teoria.
Nel mondo animale, chi si sforza di piu' e' chi deve cercare di essere scelto, non chi ha il potere di scegliere. Gli esempi piu' famosi di grande dispendio fine a se stesso nella lotta sessuale (ad es. la coda del pavone, il canto dell'usignolo) nascono da una posizione di potere della femmina, che detiene l'uovo. Negli animali superiori la produzione di uova e' molto piu' limitata di quella degli spermatozoi, quindi si crea una differenza di valore e da questo un rapporto di potere.
Per cui nella maggior parte degli uccelli e mammiferi dotati di dimorfismo sessuale la femmina e' piu' brutta e smunta del maschio. Perche' e' lei che sceglie.
(Ora arriva qualcuno che di zoologia ne sa qualcosa e mi smonta tutta questa teoria in briciole minutissime, me lo sento.)
Pero' questa e' una regola molto rozza di massima, che puo' facilmente essere capovolta se per qualche motivo cambiano i rapporti di potere. E di motivi potrebbero essercene molti.
Vediamo cosa puo' essere successo nella specie umana.
E' abbastanza evidente che l'evoluzione ha assegnato al maschio umano un ruolo di braccio protettivo: il dimorfismo della specie umana riguarda la dimensione media del corpo e la muscolatura. E' plausibile che cio' sia stato agevolato da una selezione sessuale, che ha spinto le femmine degli umani o gia' dei loro antecessori a preferire la formazione nuclei familiari con chi poteva difenderle piu' efficacemente dai predatori, o portare a casa piu' cibo, o aprire i barattoli quando davvero troppo duri.
Il risultato pero' e' stato quello di una dipendenza materiale. Da cui: era la donna a dover fare di tutto per essere scelta.
Si rifletta poi su questo fatto: la lingerie arrapante esiste solo per le donne. Cioe', magari esiste pure per gli uomini, ma a parte finocchi e gente che vuole fare regali buffi alle feste di addio al celibato non credo esista nessuno che ne compri davvero. Nel sesso quindi, dove i rapporti uomo-donna sono piu' primordiali e atavici, chi e' dei due sessi che deve mostrare la roBBa e' assolutamente evidentissimo.

Le donne lottano accanitamente e sotterraneamente tra loro per essere guardate dagli uomini. Fino ad arrivare ai casi estremi e un po' patologici delle donne che si fanno belle anche per andare al lavoro e ogni volta che mettono il naso fuori di casa, anche se in questi casi tipicamente si puo' avere dalle interessate una spiegazione del tipo "lo faccio per me stessa, perche' mi piace vedermi bella".
Questa risposta (verso cui la reazione migliore e' fare una faccia imperturbabile, scusarsi perche' si deve andare un attimo in bagno, andare in bagno e ridere a crepapelle, poi ricomporsi, tornare con una faccia nuovamente imperturbabile e dire "scusa, dicevi?") potrebbe persino essere in buona fede. Il che dimostra l'incredibile pervasivita' della cosa: sono cosi' abituate a dover rendere conto del proprio aspetto, che rendono conto del proprio aspetto persino a se stesse, in assenza di maschi o di altri giudici.
(Questo io lo trovo agghiacciante: vivono in un mondo in cui alle donne, in quanto donne, e' richiesto essere belle, e DESIDERANO essere belle. Altro che sindrome di Stoccolma...)

Col passare dei millenni la societa' patriarcale ha solo cambiato i suoi fini: se prima il maschio doveva la sua posizione di potere all'essere colui che difende la famigliola, poi e' diventato quello che porta a casa i soldi.
Ma piu' il lavoro diveniva intellettuale, e piu' anacronistica diventava la struttura patriarcale.
Il risultato e' sotto gli occhi di tutti: adesso, nella societa' occidentale, le donne lavorano (quasi) quanto gli uomini. E quel "quasi" residuo e' chiaramente destinato ad assottigliarsi sempre piu' fino a sparire.
Questo cambiamento epocale e' stato molto rapido, e la societa' non si e' ancora riassestata del tutto per adattarsi al nuovo equilibrio.
Uno degli effetti piu' vistosi e' lo stridente anacronismo della Galanteria.
Esistono donne che la pretendono ancora, nella fase del corteggiamento, ma la Galanteria ha un suo perche' solo in una societa' economicamente squilibrata in favore degli uomini.
In un contesto in cui le donne fanno gli stessi lavori degli uomini, e non e' infrequente che una donna guadagni piu' di un uomo, almeno quella parte delle regole relative all'offrire beni materiali o servizi (cena, cinema, ecc.) diventano semplicemente grottesche. (Le regole relative al "prendersi cura del benessere e della comodita' altrui", come aprire la portiera ecc., sono probabilmente molto piu' difficili da estirpare perche' ancora piu' ataviche, essendo probabilmente relative al senso di protezione che una donna si aspetta da un uomo e che a sua volta e' collegata alla primeva differenza in massa muscolare.)

In conclusione, quindi, anche in questo (come nell'Esercizio di misoginia #1) ritengo che le donne siano solo vittime di un contesto sociale molto complesso, che certamente contribuisce ad appesantire la pressione psicologica inconscia e onnipervasiva ad adattarsi a un modello sociale esterno (alcune, forse molte, vi si oppongono; ma la stessa necessita' di un'opposizione e' la prova di una presenza di tale pressione, e raramente tale opposizione e' vissuta serenamente), e di conseguenza renderle quegli esseri nevrotici e dissociati che sappiamo.
Dove sta la misoginia, in tutto questo? Be', nel fatto che farebbero meglio ad andarsene a fanculo.
Per ora e' tutto, ci sentiamo alla prossima!


(courtesy by feandil)


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