Cap. X: Internet

E ti ritrovi cazzo al funerale di tua madre - metti - e invece di compartecipare emotivamente e piangere e stringere mani e fazzoletti va a finire che stai già trasformando tutto quello in un post, nella tua testa, e al posto del feretro e delle tende di velluto viola del prete vedi già la pagina dattiloscritta, pregustandone la punteggiatura. E' una pratica delirante.
(pulsatilla)

Vi scrivo in volo sull'atlantico, dal mio posto riservato in business class su di un boeing747 lufthansa, in direzione boston, massachusetts. Il palmare aperto davanti a me, la connessione satellitare inclusa nel pacchetto finanziato dalla harvard university, dove terrò un ciclo di conferenze sulle mie celebratissime bloganalisi.
(blogdiscount)

devo dire la verità, io di queste merde dei blog mi vergogno abbastanza. non dico in giro che ne faccio uno. se fossi sposato, non mi sognerei mai di dirlo a mia moglie. non lo direi a una ragazza. perchè se pure scrivessi cose geniali, il solo fatto di farlo così, a gratis, e per un pubblico tanto squalificato, embè queste due cose basterebbero ad annullarne il valore.
io non me la piglio perchè quelli che scrivono blog sono dei coglioni fatui e supponenti, nella migliore delle ipotesi. me la piglio perchè lo faccio anch'io e davvero non capisco come si possa sprecare il tempo in questo modo. tra parentesi, scommetto che se qualcuno riuscisse a costringere i dipendenti pubblici a lavorare almeno dieci minuti al giorno parecchi blog sparirebbero, per lo shock degli autori. però sia le destra che la sinistra proteggono i dipendenti pubblici, quindi come si fa?
è vero, restano sempre gli studenti e gli sfaccendati di ogni età, ma i primi, basta che trovino qualcuno/a che glielo/a da. quanto ai secondi, la crescente competizione ne farà giustizia. perciò il cuore del problema restano i dipendenti pubblici, insegnanti in prima fila.
è un bel problema.

(artifiziale)

Una delle più grosse menate del lavoro di community management è la gestione dei troll, soprattutto in chat, soprattutto se sono tanti e magari pure agiscono in banda.
Avete presente quanto è poco divertente quando un troll vi si trasferisce nei commenti? Ecco, provate a pensare quanto possa essere divertente essere pagati e valutati in base alla vostra capacità di impedire che uno o più troll facciano scappare le persone migliori da una community vanificando investimenti e impegno.
E come su un blog essere particolarmente in vista e magari non del tutto concilianti nei toni attrae facilmente disturbatori di tutte le sottospecie, in chat c'è questa specie di "regoletta": più il community management è di stampo poliziesco, maggiore la probabilità che emerga un problema di troll (nelle sue svariate forme, dallo spargere voci false dietro le quinte per spezzare le amicizie all'inventare virus o simili fino al flooding e allo sniffing di password e di log, se lasci aperti dei buchi).
Indovinate di solito come si reagisce? Si esaspera il community management di stampo poliziesco, adottando tecniche anche software (inutili) orientate a espellere i disturbatori. E qualcuno (indovinate chi) suggerisce che in questi casi l'unica soluzione è un lungo e paziente lavoro di community management fatto a manina e col cuore, consolidando la parte sana della community, riscrivendo le regole in modo che siano vissute come utili per tutte e non poliziesche, aiutando i leader a convincere gli altri a ignorare i disturbatori e non cedere alle provocazioni, premiando i comportamenti positivi invece di punire quelli negativi etc etc.
Indovinate cosa gli rispondono? Che non capisce che la community è in mano a una banda di troll e che bisogna buttarli fuori e che sei cretina se non capisci che questi sono dei deficienti con cui non si può dialogare.
A me ricorda qualcosa.

(maestrini per caso)

il fatto è che uno già si trova a scrivere... già mette in rete le sue, di sciocchezze, e gira per trovarne altre, quindi ci vuol poco a mollare uno schizzo pure nel giardino del vicino.
già che ti trovi...
è proprio questo il dramma.
la scrittura ridotta ad atto irriflesso, automatico come un rutto.
il tempo ce l'avete, la connessione la rubate al vostro datore di lavoro, gli argomenti ai libri, ai giornali, alla tele e ad altri come e peggio di voi, quindi... scrivere è la parte minore, che potreste compiere o meno, tanto che prima dei blog eravate ugualmente carogne fanfarone e fannullone ma non scrivevate niente. ora scrivete a vuoto, così come parlate.
uno che scolpisce il marmo deve pensarci due volte, prima. con la plastilina basta una. con l'aria, nessuna.
la rete ha inciso sulla scrittura come la bomba H sull'omicidio: l'ha resa innumerevole, insignificante.

(artifiziale)

Il posting compulsivo.


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