Cap. I: L'Amore

Se hai l'amore in corpo, non ti serve giocare a flipper.
(Rainer Werner Fassbinder)

Prima di parlare d'amore dovrei farmi aggiustare i denti.
(Shane McGowan)


un approccio razionale all'amore.

L'amore e' una delle attivita' umane che massimamente richiedono un approccio razionale.
Secoli di propaganda martellante ci dicono il contrario, per cui e' difficile trovare qualcuno che sia propenso a staccarsi dai cliche' secondo cui l'amore e' tanto piu' bello quanto piu' e' irrazionale.
Trattandosi di attivita' ad altissimo contenuto emotivo, invece, e' particolarmente opportuno stare attenti a non perdere il controllo della situazione per evitare di farsi molto ma molto male.


Piergiorgio Odifreddi, Le Scienze di febbraio 2005, pag.99:

Nel 1965 Donn Byrne e Don Nelson hanno scoperto che l'attrazione e' una funzione lineare della proporzione di somiglianza percepita: precisamente, a=5.44s+6.62 [1]. In altre parole, l'attrazione che esercitiamo su un'altra persona non dipende dal numero di aspetti su cui concorda con noi, ma dalla loro percentuale rispetto al totale: dunque, durante il corteggiamento e' bene evitare troppi argomenti sensibili, e produrne invece molti non impegnativi[2].
L'attrazione determina i possibili candidati del cuore: il problema e' come scegliere tra loro l'amore della propria vita. O, matematicamente, come scegliere un numero da una sequenza che viene generata, in modo da massimizzare la probabilita' che esso sia massimo[3]. Il problema e' stato risolto nel 1966 da John Gilbert e Frederick Mosteller: se la sequenza ha n elementi, se ne lasciano passare approssimativamente n/e (dove e e' la base dei logaritmi naturali), e poi si prende il primo che e' maggiore di tutti loro[4]. Per esempio, se ci sono 100 elementi si sceglie dopo i primi 37. Nella vita, dove in genere abbiamo meno occasioni[5] e ci accontentiamo anche non del meglio, scegliere il meno peggio dopo una decina di tentativi dovrebbe essere sufficiente.

Annotazioni:

[1] A mio avviso questa formula va presa per quello che e', ovvero una colossale stronzata. Questi devono essere i precursori di quei generici e indistinti "scienziati inglesi" che ogni due settimane cagano una "equazione dell'amore" o "formula della felicita'" o che determinano scientificamente che il 28 gennaio e' il giorno piu' triste dell'anno (il che e' assurdo, perche' e' aprile il mese piu' crudele). Per chi volesse reperire l'articolo: Byrne, Donn and Don Nelson, 1965, “Attraction as a linear function of proportion of positive reinforcements,” Journal of Personality and Social Psychology, 1, 659-63.
Chi ha un account su medline per favore me lo scarica e me lo manda?

[2] Sante parole. Qui ha ragione da vendere. Ne so qualcosa. Non scherzate col fuoco, ragazzi.

[3] Qui non si esprime in maniera molto chiara, ma intende dire che ognuno di noi ha i suoi criteri per classificare un candidato partner in base ai propri gusti. In generale, il gradimento del candidato partner sara' una funzione molto complessa, e altamente non lineare (e per questo richiede per la sua computazione delle reti neurali di milioni di nodi, di cui accidentalmente siamo per fortuna provvisti) di innumerevoli variabili indipendenti (nessuna delle quali da sola sarebbe sufficiente: esse si combinano per dare la magia).

[4] Questa invece mi sembra che abbia senso, compreso il fattore numerico e (e' la stessa identica statistica che sta alla base dei decadimenti radioattivi).

[5] Odifreddi evidentemente non conosce la potenza di internet. Per quanto tu possa essere atipico, su internet una persona simile a te prima o poi la troverai. E ti ci fidanzerai, in accordo con la formula di Donn Byrne e Don Nelson. Poi, dopo averla trovata, ovviamente tu o l'altra persona troverete qualcuno ancor piu' simile, e cosi' via finche' non si arrivera' all'assestamento, dopo n/e iterazioni come dimostrato da Gilbert e Mosteller. Il bello e' che n e' crescente perche' e' in crescita il bacino di utenza di internet. By the way, leggevo (mi pare su "Il gene egoista"), che anche altre specie animali sessualmente monogame non lo sono mai in senso assoluto: persino i colombi, animali coppiettosi per antonomasia, quando trovano un membro dell'altro sesso piu' in salute del proprio partner talvolta mollano la relazione esistente per imbarcarsi in una nuova.


UN AMORE FELICE
W. Szymborska

Un amore felice. E' normale?
E' serio? E' utile?
Che se ne fa il mondo di due esseri
che non vedono il mondo?
Innalzati l'uno verso l'altro senza alcun merito,
i primi venuti tra un milione, ma convinti
che doveva andare cosi' -in premio di che? Di nulla;
la luce giunge da nessun luogo-
perche' proprio su questi, e non su altri?
Cio' offende la giustizia? Si'.
Cio' infrange i principi accumulati con cura?
Butta giu' la morale dal piedistallo? Si', infrange e butta giu'.
Guardate i due felici:
se almeno dissimulassero un po',
si fingessero depressi, confortando cosi' gli amici!
Sentite come ridono - è un insulto.
In che lingua parlano - comprendibile all'apparenza.
E tutte quelle loro cerimonie, smancerie,
quei bizzarri doveri reciproci che si inventano-
sembra un complotto alle spalle dell'umanita'!
E' difficile immaginare dove si andrebbe a finire
se il loro esempio fosse imitabile.
Su cosa potrebbero contare religioni, poesie,
di che ci si ricorderebbe, a che si rinuncerebbe,
chi vorrebbe piu' restare nel cerchio?
Un amore felice. Ma e' necessario?
Il tatto e la ragione impongono di tacerne
come d'uno scandalo nelle altre sfere della Vita.
Magnifici pargoli nascono senza il suo aiuto.
Mai e poi mai riuscirebbe a popolare la terra,
capita, in fondo, di rado.
Chi non conosce l'amore felice
dica pure che in nessun luogo esiste l'amore felice.
Con tale fede gli sara' piu' facile vivere
e morire.


Il mio cuore
è un ristorante africano
Il tuo amore
un ispettore sanitario di Zurigo.
(Tom Robbins)

The first man to compare the cheeks of a young woman to a rose was obviously a poet, the first to repeat it was possibly an idiot.
(Salvador Dali')

Sedurre è Condurre fuor della via retta, con frode più che con forza, e senza che il sedotto se ne avvegga in tutto, ancorchè colpevole anch'esso del cadere. Dicesi dell'errore e del vizio. Ingannare è men di Sedurre.
(Niccolò Tommaseo et al. - Dizionario della Lingua Italiana)

La Jeune-Fille vende oggi la sua "forza-seduzione" come prima vendeva la sua "forza-lavoro".
(tiqqun)

Gli amori della Jeune-Fille sono un lavoro, e come ogni lavoro, sono diventati precari.
(tiqqun)

La seduzione ha assunto la forma del colloquio di assunzione e l'"amore" quella di una sorta di impiego reciproco e privato, a tempo indeterminato per i più fortunati.
(tiqqun)

leggo su una rivista che i rinoceronti si stanno estinguendo e che è problematico farli riprodurre in cattività perchè dopo un po' che vivono assieme si affezionano l'un l'altro e non chiavano più. diventano come fratello e sorella rinoceronte, si fanno le coccole e stop.
perciò gli zelanti conservatori della biodiversità cercano rinoceronti che facciano subito colpo, e se non li trovano danno ai mediocri una spintarella chimica. mi penso rinoceronte.
tutte le bestie superiori funzionano allo stesso modo. se lavori in un ufficio lo sai: la scopata ci esce coi nuovi venuti, queste cose succedono subito o non succedono più. l'abitudine e l'affetto, spesso indistinguibili, portano all'estinzione. altrove leggo: la tenerezza è anteriore alla seduzione, perciò è così difficile disperare. la prima parte è vera.
soggetto per un film: lui e lei gironzolano, si annusano, schermagliano come nei film anni cinquanta, sono sempre lì lì per provarci ma poi si affezionano, diventano amici. sullo sfondo, la terra vuota. gli ultimi due si guardano in pace una cassetta di startrek.

(artifiziale)

L'amore è il male. Codesto turbamento che vi rapisce, codesta serietà e codesto silenzio sono una meditazione del genio della specie. L'adolescente pronto a morire per colei che ama e il cui fiero sguardo non ha che lampi di generosità; la vergine che avanza circonfusa della sua grazia come di un'aurora rivestita di bellezza che fa mormorare tra loro come cicale i vecchi e cadere in ginocchio chiunque abbia un cuore umano, sono due macchine nelle mani di questo genio imperioso. Esso non ha che un pensiero, un pensiero positivo e senza poesia: la durata del genere umano.
Ammirate, se volete, i suoi procedimenti; ma non dimenticate che esso non pensa che a colmare vuoti, a riparare brecce, a mantenere l'equilibrio tra le provviste e la spesa, a tenere sempre abbondantemente popolata la stalla in cui il dolore e la morte recluteranno le loro vittime.

(Arthur Schopenhauer)

"Non ci si uccide per amore di una donna. Ci si uccide perché un amore, qualunque amore, ci rivela nella nostra nudità, miseria, infermità, nulla".
Cesare Pavese


(...) dal caos confuso di queste idee, sorge davanti a Tereza un pensiero blasfemo del quale non riesce a sbarazzarsi: l'amore che la lega a Karenin è migliore di quello che esiste tra lei e Tomàs. Migliore, non più grande. Tereza non vuole incolpare nè Tomàs nè sè stessa, non vuole sostenere che si sarebbero potuti volere bene di più. Le sembra piuttosto che la coppia umana sia creata in modo tale che l'amore dell'uomo e della donna è a priori di natura inferiore a quello che può essere (almeno nei casi migliori) l'amore tra l'uomo e il cane, questa bizzarria nella storia dell'uomo probabilmente non prevista dal creatore.
E' un amore disinteressato: Tereza non vuole nulla da Karenin. Non vuole nemmeno l'amore. Non si è mai posta quelle domande che torturano le coppie umane: mi ama? ha mai amato qualcuna più di me? mi ama più di quanto lo ami io? Forse tutte queste domande rivolte all'amore, che lo misurano, lo indagano, lo esaminano, lo sottopongono a interrogatorio, riescono anche a distruggerlo sul nascere. Forse non siamo capaci di amare proprio perchè desideriamo essere amati vale a dire vogliamo qualcosa (l'amore) dall'altro invece di avvicinarci a lui senza pretese e volere solo la sua semplice presenza.
E ancora una cosa: Tereza ha accettato Karenin così com'è, non ha voluto cambiarlo a propria immagine e somiglianza, ha accettato in partenza il suo universo di cane, non ha voluto sottrarglielo, non è stata gelosa dei suoi intrighi segreti. Lo ha allevato non per trasformarlo (come un uomo vuole trasformare la sua donna e la donna il suo uomo), ma solo per insegnargli una lingua elementare che avrebbe permesso loro di capirsi e vivere insieme.
(Milan Kundera, "L'insostenibile leggerezza dell'essere")


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